Nuovi punti di ricarica ad alta potenza nel trasporto pesante: la costruzione e l'esercizio di tali impianti richiedono investimenti significativi e chiare responsabilità. (Foto: Hypr.Partners)
Nuovi punti di ricarica ad alta potenza nel trasporto pesante: la costruzione e l'esercizio di tali impianti richiedono investimenti significativi e chiare responsabilità. (Foto: Hypr.Partners)
2025-08-21

L'Unione europea ha stabilito obiettivi ambiziosi per il trasporto stradale di merci. Entro il 2030, secondo le disposizioni dell'UE, più di un terzo dei camion sarà elettrico. Per il settore dei trasporti e della logistica questo significa un cambiamento profondo, che non dipende unicamente dalla tecnologia dei veicoli. Fondamentale è soprattutto la costruzione di un'infrastruttura di ricarica funzionante.

Obiettivi politici e situazione attuale

Come indicano i dati dell'azienda di Amburgo Helio e dello specialista dell'infrastruttura di ricarica Nanuq, attualmente in Germania esistono meno di 300 punti di ricarica pubblici per veicoli pesanti. Per raggiungere i requisiti europei sarebbero necessari migliaia di ulteriori siti nello spazio pubblico. Inoltre sarebbero richiesti fino a 100.000 punti di ricarica nelle aree operative, si legge in una dichiarazione congiunta delle due aziende.

Fabbisogno di investimenti e ostacoli

Per l'espansione a livello europeo dell'infrastruttura di ricarica, si

stima un fabbisogno di capitale di circa 22 miliardi di euro. Le aziende di spedizioni e gli operatori di flotte si trovano così di fronte a diverse sfide. Da un lato gli investimenti necessari sono elevati, dall'altro le lunghe procedure di autorizzazione rallentano la realizzazione. Inoltre molte aziende soffrono l'accesso al capitale.

«La conversione ai camion elettrici oggi fallisce meno per volontà delle aziende che per la realtà: punti di ricarica mancanti, alti costi di investimento e complesse procedure di autorizzazione», spiega Fabrice Kathmann, amministratore delegato di Nanuq.

Approcci orientati al mercato

Alla luce di questo contesto, Helio e Nanuq puntano a un modello basato sul mercato. Helio apporta capitale privato proveniente da cittadini e investitori di medie dimensioni nei progetti. Nanuq si occupa della pianificazione, della realizzazione e della gestione dei punti di ricarica.

I partner parlano di una soluzione

divisa in compiti: gli investitori finanziano l'infrastruttura, Nanuq la realizza, e le aziende di logistica pagano esclusivamente per l'energia erogata. L'impegno di capitale altrimenti necessario è quindi eliminato per gli operatori di flotte.

«Con parchi solari e sistemi di accumulo, abbiamo dimostrato che cittadini, cittadine e PMI possono sostenere la transizione energetica e beneficiarne. L'infrastruttura di ricarica è il prossimo passo logico», sottolinea Fabio Griemens, fondatore di Helio.

Bedeutung für die Branche

Per le aziende di spedizioni, questo modello apre la possibilità di convertire gradualmente la propria flotta a propulsione elettrica, senza dover sostenere da sole i grandi costi iniziali. Secondo quanto riferito da Helio e Nanuq, i primi punti di ricarica della cooperazione dovrebbero nascere già nel 2025 in siti logistici strategici nel Nord e nell'Ovest della Germania. Entro cinque anni, i partner intendono costruire una rete capillare in Germania.

Secondo la valutazione delle due aziende, l'effetto va oltre la semplice espansione infrastrutturale immediata. L'integrazione di capitale privato rafforza l'accettazione sociale della transizione energetica. Simile all'espansione decentralizzata di parchi solari, una partecipazione diretta aumenta l'identificazione con i progetti e crea valore aggiunto a livello regionale.

Ausblick

L'elettrificazione del trasporto pesante è considerata la chiave per raggiungere gli obiettivi climatici nel settore dei trasporti. Allo stesso tempo lo stato attuale dell'infrastruttura di ricarica mostra che il percorso è ancora lungo. Con i loro approcci orientati al mercato, Helio e Nanuq mirano a mobilitare capitale, ridurre i rischi di investimento e accelerare l'elettrificazione.

Per i responsabili delle aziende di trasporto di merci sorge quindi la domanda di come possano integrare tali modelli nella propria strategia di trasformazione. È chiaro: senza un sostanziale ampliamento dell'infrastruttura di ricarica, l'obiettivo dell'Unione europea sarà difficile da raggiungere.